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A.L.T.A. IV Raduno Nazionale - Rovigo, 23-24 settembre 2000

   
                 
    Il Ministro della Difesa   Il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito   Il Sindaco di Rovigo    
                 
    Rovigo e il Polesine   Cerimonia Conclusiva   Disposizioni Logistiche    
                 
 

 

ROVIGO E IL POLESINE
La provincia di Rovigo comprende popolazioni dalle tradizioni storiche diverse: quelle a sud del Canalbianco risentivano degli influssi ferraresi, quelle a nord erano più sensibili all'influenza veneta, mentre Adria manteneva una certa indipendenza per la presenza della sede vescovile. Nel 920, per volere di papa Giovanni X, veniva iniziata la costruzione di un castello a Rovigo per difenderla dalle invasioni barbariche, i cui resti, oggi, sono limitati alla merlata torre Donà, la torre mozza ed alcuni ruderi delle mura a Piazza Matteotti. La città, a lungo contesa fra i Vescovi di 

 

 

   

Rovigo - La Rotonda

Adria e gli Estensi, passava sotto Venezia a partire dal 1516 al termine della Guerra di Cambrai. Dopo un periodo di ducato sotto Napoleone, nel 181 5, quando il Congresso di Vienna creava il Regno Lombardo Veneto, veniva costituita un'unica entità amministrativa comprendente, appunto, il territorio compreso fra le aste terminali del Po e dell'Adige, con capoluogo Rovigo. L'avvento della Serenissima dopo secolari lotte fra il Ducato di Ferrara e la Repubblica veneta, offriva al Polesine (in condizioni disastrose sia per le interminabili guerre sia per le alluvioni del Po e dell'Adige) un periodo di pace e benessere, lungo quasi tre secoli che consentiva, tra l'altro, di porre mano ai primi lavori di bonifica in quei terreni insalubri, con frequenti acquitrini e boschi spontanei Il Polesine, creato dalla lenta sedimentazione del Po e dell'Adige, dal divagare dei loro rami è anche la testimonianza della secolare opera dell'uomo per regimentarne le acque e trasformare i primitivi territori nelle attuali fertili zone a spiccata vocazione cerealicola ed ortofrutticola. Così oggi il Polesine si presenta con vaste coltivazioni (in cui predominano il mais, il frumento, le barbabietola e la soia mentre è, pressoché, scomparsa la coltivazione del riso) interrotte dai rialzi degli argini e segnate, nella parte bassa, da valli da pesca per l'allevamento di specie pregiate e da una certa industria cantieristica. Lo sfruttamento del suolo non ha cancellato, però, gli aspetti più interessanti del territorio, legati alla presenza di (zone umide" ricche di flora tipica e di uccelli migratori: una fauna che si ritrova ormai solo nelle oasi naturalistiche protette e nelle aree destinate all'osservazione come nel giardino botanica di Porto Caleri.

 

 

   

I centri abitati del Polesine, sorti in prevalenza lungo i corsi d'acqua (che sino alla metà del XIX secolo costituivano le principati vie di comunicazione) risalgono all'età del bronzo (Fratta Polesine, Villamarzana, Castelnovo Banano) o a quella classica antica (Adria, Loreo, Trecenta). La maggior parte, comunque, è sorta nel Medio Evo, come Rovigo.

 

 

   

Del capoluogo, si ricorda il Duomo terminato nel Settecento, il Municipio costruito alla fine del Cinquecento sovrasta to dalla torre dell'orologio della fine del Settecento, Palazzo Roverella progettato nel Quattrocento, la chiesa della Beata Vergine del Soccorso, conosciuta come la Rotonda per la sua pianta ottagonale. Le testimonianze della storia del Polesine sono raccolte in diversi musei, come quello Archeologico Nazionale di Adria ( reperti greci, etruschi, romani e paleo-veneti), il Museo Civico della civiltà in Polesine a Rovigo (materiale preistorico, opere romane ed antiche ceramiche), il Centro Museale di San Basilio (reperti dell'età romana), a Fratta e Castelnovo Banano ( reperti preistorici ) mentre a Villadose è documentata la centuriazione romana. Testimonianze della storia del Polesine sono anche le numerose ville sorte, lungo i fiumi principali, a partire da quando i nobili emiliani e veneziani, per controllare le proprietà ed i lavori di bonifica iniziarono a stabilirsi nelle campagne: la Palladiana «Badoera" di Fratta Polesine, Baroni a Baricetta, Pellegrini a Salvaterra di Badia Polesine, Maufredini Stampanoni a Gaiba, Dolfin di Lendinara,"Villa Carrer" di Porto Viro, Falcò Longhi di Crespino, oltre l'Abbazia della Vangadizza di Badia. Questo è il Polesine, per anni bacino di alimentazione del Reggimento Lagunari.

Il delta del Po

 

 

   

Tramonto sul delta del Po

 

 

               

 

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